Formazione Professionale e IeFP: il 10 novembre assemblea nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori del settore

Al centro dell’incontro lo stallo sul rinnovo contrattuale, i tagli delle Regioni e le future azioni a difesa del settore

assemblea nazionale CCNL formazione professionale 2026

La FLC CGIL ha indetto per il prossimo 10 novembre, dalle ore 8:00 alle ore 11:00, un’assemblea nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori della Formazione Professionale.

L’assemblea nasce dalla necessità di informare il personale del comparto sullo stato delle trattative per il rinnovo del secondo biennio economico del CCNL 2024-2027 e, più in generale, sulle condizioni in cui versa il sistema.

Le complessità della trattativa, in corso oramai da molti mesi, mettono in luce le responsabilità delle Istituzioni pubbliche e il sostanziale fallimento del modello di regionalizzazione derivante dalla riforma del Titolo V della Costituzione del 2001. Il progressivo disimpegno finanziario delle Regioni – attuato tramite tagli lineari, ritardi endemici nei pagamenti e mancato aggiornamento dei costi standard delle attività formative – ha ridotto la Formazione Professionale a un sistema sottofinanziato e frammentato, scaricando le logiche di cassa sui lavoratori.

Le criticità del sistema investono l’intero comparto: dalle politiche attive del lavoro alla formazione degli adulti e dei lavoratori occupati, dall’orientamento ai percorsi di inclusione sociale e lavorativa. Ambiti diversi, accomunati dalla stessa funzione di interesse pubblico e dalle medesime problematiche di sottofinanziamento, precarizzazione e insufficiente riconoscimento delle professionalità coinvolte.

In questo quadro, il Ministero dell’Istruzione e del Merito viene meno al proprio ruolo ordinamentale di garante dell’equità e del diritto allo studio, tollerando che la qualità dell’educazione di decine di migliaia di studenti e le retribuzioni dei formatori – i quali svolgono una funzione pubblica del tutto equiparabile a quella dei docenti della scuola statale – siano discriminate e subordinate alle disponibilità di bilancio delle singole regioni.

Il definanziamento del comparto compromette inoltre l’efficacia delle politiche attive del lavoro, risultando del tutto irrealistico attuare la riqualificazione dei disoccupati facendo perno su un sistema in cui finanziamenti non bastano a coprire il costo del lavoro stabilito dal contratto collettivo, spingendo le agenzie formative verso l’applicazione di contratti di sottotutela.

Nell’ambito dello stato di agitazione nazionale già proclamato, l’assemblea del 10 novembre costituirà la sede di confronto per analizzare l’evoluzione della vertenza e definire le prossime tappe della mobilitazione a tutela della dignità del lavoro e del diritto all’istruzione pubblica.

L’assemblea si svolgerà nei luoghi di lavoro in collegamento con il centro nazionale FLC CGIL. Per partecipare da luoghi diversi dal proprio posto di lavoro o nel caso in cui nel proprio Ente non sia stata indetta l’assemblea è possibile contattare la FLC CGIL del proprio territorio per ricevere le istruzioni per partecipare all’assemblea autonomamente.